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IL TATUAGGIO BUONO CHE FA BENE

L’arte del tatuaggio nasce per decorare il corpo e raccontare la storia di chi lo indossa e può cambiare la vita di chi sceglie di farsene uno. A molte donne è successo, grazie a diverse tatuartici che dalla Russia al Brasile, passando per gli Stati Uniti, hanno deciso di cambiare in meglio la vita di chi ha sofferto e ne porta addosso i segni.

Flavia Carvalho, tatuatrice brasiliana, ha dato vita al progetto “A Pele da Flor” che da quattro anni restituisce il sorriso a donne dal corpo martoriato dalle cicatrici. Per Flavia non importa che il segno sia di una violenza o di una mastectomia, l’importante è che dal suo studio le donne escano felici. “A Pele da Flor” è assolutamente no profit, Flavia tatua gratuitamente tutte le donne che si rivolgono a lei per ricominciare a vivere dimenticando gli orrori del passato, basta scegliere insieme alla tatuatrice un soggetto nuovo e unico tra i disegni di Flavia e poi lasciare che il tatuaggio trasformi il segno del dolore in un’opera d’arte. Ancora oggi però Flavia non ha trovato colleghi che condividano con lei questo progetto, ma la giovane tatuatrice, proprio come le sue clienti non si arrende e continua a regalare tatuaggi che sono il disegno di una nuova possibilità di vita.

Yevgeniya Zakhar è una tatuatrice russa di 33 anni che dopo aver letto la storia di Flavia ha deciso di replicare l’iniziativa nella sua terra. Ha pubblicato un annuncio on line dove offriva tatuaggi gratis alle donne vittima di violenza; non si sarebbe mai aspettata una risposta così grande: più di mille donne tatuate in anno. Yevgeniya con i suoi tatuaggi ha coperto e continua a coprire le cicatrici, le ecchimosi e le bruciature di tutte quelle donne che hanno bisogno di ritrovare il sorriso. Lo sforzo psicologico di accogliere tante storie di dolore e soprusi ha costretto Yevgeniya a ridurre il numero di tatuaggi, per più di un anno ha tatuato fino a quattro donne vittime di violenza al giorno, adesso alle sue clienti speciali dedica una giornata alla settimana.

Non ci sono solo le violenze a ferire le donne nel corpo e nell’anima, ma anche le malattie, lo sanno bene il pool di tatuatori americani che ha dato vita, nel 2013 a P.ink un progetto per trasformare un invasivo intervento al seno in qualcosa di bello: un tatuaggio che copre o decora una profonda cicatrice e che ridona femminilità e gioia a chi ha già sofferto troppo. Oggi P.ink offre anche un’App: Inkspiration, che permette alle donne di valutare l’effetto del tatuaggio nell’intimità della propria casa prima di recarsi allo studio.